Che piacere e che sorpresa quando Bicycle Line mi ha chiesto di scrivere questo articolo per raccontare la mia avventura all’Ultracycing Dolomitica: 675 km fra le Dolomiti, con 16.000m di dislivello e 16 passi da affrontare. Un bella sfida.

Premetto che sono un semplice amatore, appassionato di ciclismo e delle grandi sfide, e non lo dico con falsa modestia: sono davvero un normale amatore. Anzi, sono un triathleta amatoriale, il mio primo sport e la mia passione, e sono anche un allenatore di triathlon, ma comunque rimango un amatore senza un glorioso passato sportivo alle spalle (e neanche un futuro!) o chissà che.

Mi serve precisare ciò per far capire il mio punto di vista e il mio approccio verso le gare e questa in particolare.

Quando si decide di affrontare una sfida del genere bisogna essere convinti: non ci si può improvvisare e si devono avere grandi motivazioni. Quest’ultime le ho cercate prima dentro di me e le ho poi riconfermate con una raccolta fondi per il Dynamo Camp legata alla gara. Volevo affrontare questa sfida e volevo arrivare al traguardo, nessun dubbio a riguardo.

Per farlo mi sono dovuto affidare a degli specialisti che ho la fortuna essere anche miei amici: Alessandra Martin, nutrizionista, Annalisa Faé di ProAction, esperta in integrazione sportiva, Matteo Disco, fisioterapista, ed ovviamente non potevo sbagliare l’abbigliamento che avrei indossato per quasi due giorni. 

è facile immaginare che la comodità in sella in gare di questo tipo è fondamentale, personalmente conoscevo già i prodotti Bicycle Line e quando qualche mese fa mi sono presentato all’azienda con il mio strampalato progetto sono stato subito ben accolto e seguito. 

Ho deciso quindi di utilizzare per la mia gara il completo Pro, customizzando le salopette secondo le mie esigenze con fondelli Elastic Interface mod. Endurance 2.5 (il mio preferito per comodità e traspirabilità), Comb, Force e Space, maglia intima Trama, calzini Watt, guanti Passista. Un kit invidiabile! 

Enrico Scudeller Ultracycling Dolomitica Completo Pro Bicycle Line

Invidiabile anche il team: amici che mi seguono e mi supportano dall'ammiraglia per tutta questa impresa.

Inizio la gara un po’ teso e nervoso ma cerco di concentrarmi e rilassarmi e la affronto con molta attenzione e molto rispetto: è facile in prove del genere lasciarsi trasportare dall’entusiasmo e partire magari a razzo per poi pentirsene amaramente durante il proseguo. 

Io sono stato molto attento a partire piano, con il mio ritmo senza forzare e cercando di mantenere sempre una pedalata agile e leggera. Ho affrontato quindi serenamente la prima giornata scalando Cansiglio, San Boldo e Grappa per poi avvicinarmi al Col Perer e al Passo Manghen. Proprio mentre stavo affrontando questa salita, a notte fonda, il momento più duro forse della gara: si alza un vento forte e gelido che mi farà compagnia per l’ultimo tratto della salita e per buona parte della discesa. 

Certo, mi vesto adeguatamente e mi proteggo ma è pur sempre luglio e siamo partiti in una calda giornata estiva ed ora tocchiamo appena i 5 gradi.

Quando scendo mi fermo, mi cambio, mi riposo un po’ e cerco di scaldarmi con del buon the caldo preparato dalla mia squadra.

Rifocillato, la notte prosegue col Passo Valles e all’alba sto affrontando il Duran. Altre due belle bestie.

Segue lo Staulanza, altre breve pausa dove mangio una fetta di crostata e mi bevo un bel caffè. Entrambi buonissimi.

Siamo quasi a 24 ore di gara, in allenamento ero arrivato al massimo a 21, quindi d’ora in avanti sarà tutto un territorio inesplorato.

Davanti a me ho: Fedaia, Sella, Gardena. Decido di affrontarli tutti di fila, e di fermarmi dopo, dentro di me so che la vera gara inizia adesso e che se li supero bene il resto sarà in discesa. “Discesa" molto metaforicamente parlando. 

Va tutto bene e dopo averli scalati mi riposo un po’, mi cambio per l’ultima volta nella speranza, vana, di ridare sollievo al sedere e salgo per il Valparola e poi il temuto Giau. Qui un calo di attenzione mi fa sbagliare strada ad un incrocio quindi devo anche girarmi e tornare indietro. Perdo anche l’ammiraglia, il gps e la radio sono scarichi, non è un bel momento ma ci ritroveremo un po' più avanti e per fortuna nel frattempo non avevo necessità di assistenza.

Mentre sto salendo il Giau sento che per davvero ora si torna a casa. Certo, mancano ancora circa 150km e 3 passi, ma per la prima volta sento che il più è fatto.

Enrico Scudeller Ultracycling Dolomitica Completo Pro Bicycle Line  Enrico Scudeller Ultracycling Dolomitica Completo Pro Bicycle Line

Lo sente anche la squadra che dall’ammiraglia cominciano a scherzare e ad incitarmi col megafono, mettono musica, salutano tutti ecc.

Sì, durante gli ultimi tornanti e in cima al Giau qualcosa cambia per tutti. 

Mentre sto per iniziare a salire la Forcella Cibiana chiedo ai ragazzi: proviamo a stare sotto le 40 ore e qualificarci per la Raam o andiamo tranquilli e la portiamo a casa sereni? è una domanda alla quale ho già risposto: mi sento relativamente bene, andiamo a tutta e proviamoci!

In progressione e comunque con non pochi problemi affronto le ultime salite: Passo S. Osvaldo e Piancavallo.

Dal Vajont a Barcis la strada mi sembra infinita, è tornata la notte, la seconda notte di gara. Nell’ultima salita, quella del Piancavallo, cerco di tenere comunque un buon ritmo senza esagerare. 

Scendo e da Aviano all’arrivo di Sarmede parte una lunghissima cronometro dove piego la testa e butto giù sui pedali ogni singola goccia di energia che mi è rimasta. 

Mi sembra di tornare indietro nel tempo tanto sembrano infiniti questi ultimi 20 km. Ma ovviamente, come tutto nella vita, finiscono anche loro.

Sono a Sarmede, traguardo, è finita. 40 ore e 9 minuti il tempo ufficiale. Un nulla sopra il sogno della qualifica Raam ma va bene così, sono davvero molto contento di come sia andata la gara, di aver vissuto un’esperienza indimenticabile con il mio fantastico team di supporto e del successo della raccolta fondi per il Dynamo Camp che abbiamo organizzato (trovate tutte le info qui: https://my.dynamocamp.org/campagne/scudolomitica, c’è una ricca lotteria finale con in palio anche un bellissimo completo Bicycle Line, siete ancora in tempo per partecipare).

Che dire: se vi piace il ciclismo, le montagne e le grandi sfide questa è la gara per voi. Certo non è uno sforzo che permette improvvisazioni e necessita di una grande forza di volontà e di un’altrettanto buona preparazione fisica, ma è davvero un’esperienza che regala grandi emozioni e che vi lascerà ricordi indelebili.

Grazie a Bicycle Line che ha creduto in me e mi ha aiutato in questa avventura! 

Enrico Scudeller Ultracycling Dolomitica Completo Pro Bicycle Line Enrico Scudeller Ultracycling Dolomitica Completo Pro Bicycle Line